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Freni a disco meccanici o idraulici?

Nuovi freni idraulici Shimano per Wilma.

A chiunque venga posta questa domanda risponderà che sono migliori i freni a disco idraulici. Su questo argomento si è quasi tuttз concordiз: gli idraulici lavorano meglio, frenano meglio e, a parte casi particolari, necessitano di meno manutenzione.

Ed allora perché esistono i freni a disco meccanici?

Si sa che molto di quello che esiste nel mondo bici è solo marketing, funzionale a vendere, spesso ha lo scopo di creare standard che diventeranno le nuove fisse dei ciclisti e dei biker, insomma non tutto quello che c’è sul mercato ha realmente senso. Ma non sono del tutto certa che questo discorso valga per i freni a disco meccanici.

Ho usato i freni a disco meccanici per i miei primi cinque anni da ciclista, sono il motivo per cui sono diventata ciclomeccanica (insieme al deragliatore anteriore). Nel tempo sono arrivata a regolarli in pochissimo tempo, quando le prime volte impiegavo ore. Ne conosco pregi e difetti, soprattutto in una città come Genova, molto umida e con salino nell’aria.

Li ho cambiati perché, dopo cinque anni appunto, mi si è spaccato il comando del cambio posteriore e Wilma montava comandi integrati sram, diventati introvabili. Dovendo così separare i comandi cambio da quelli freno ho deciso di passare agli idraulici per capire se, chi li predilige, avesse ragione.

Comandi integrati Sram fuori produzione
In foto i vecchi comandi integrati di Wilma, 8 velocità, per mtb. Introvabili, credo fuori commercio.

Sono entrata anche io nel club meglio i freni idraulici.

Tanto è vero che fobica delle discese quale sono, ho ripreso molta sicurezza con questi freni, mi ricordano quelli dello scooter, con potere e modularità di frenata di molto superiore a quelli meccanici.

Sono un po’ fissata con i freni e la corsa leva piuttosto breve, il ché voleva dire regolare quelli meccanici ogni venti giorni circa, mentre con gli idraulici, in circa nove mesi, ho controllato le pastiglie tre volte e cambiate una. Inoltre sono molto silenziosi, raramente fischiano (dipende dal tipo di pastiglia, dalla compatibilità pastiglie-disco e dalle condizioni atmosferiche) al contrario di quello meccanici. Insomma i vantaggi sono notevoli.

Per praticità nello spurgo e un po’ fissa personale ho preferito freni ad olio minerale.

Rimango comunque convinta che i freni a disco meccanici abbiamo un vantaggio, forse l’unico: la loro manutenzione è molto più pratica in caso di viaggio.

Non parlo della vacanza di quindici giorni o di viaggi con assistenza in luoghi strettamente cicloturistici. Mi riferisco ai viaggi in solitaria in giro per il mondo, a gare e sfide in autosufficienza.

Almeno, per come ragiono io, sarei più tranquilla all’idea di portarmi un cavo dietro (che magari non userò mai) che avere un freno idraulico, per cui portarmi quanto serve per fare manutenzione è un po’ più complicato. Però sono quella che i freni meccanici li controllava ogni venti giorni, quindi forse ragiono in modo anomalo.

In ogni caso la presenza sul mercato di diverse tipologie di freni (e in generale di componentistica) permette anche la realizzazione di biciclette di differenti fasce di prezzo: un vantaggio per fare avvicinare le persone alla bici, ne sono l’esempio vivente.

I freni a disco meccanici vengono visti come perfetto mix del peggio dei freni a disco idraulici e dei freni a pattino. Non sono d’accordo anche perché ne esistono di diversi tipi: con una pastiglia fissa (più economici, più diffusi), con doppia pastiglia mobile e misti cavo pinza idraulica.

Sono dell’idea che nell’immensa ricerca dietro ad ogni tecnologia ci siano cose valide e altre meno, alcune si affermano, altre vengono abbandonate. La bici forse in questo è un’eccezione: raramente una nuova tecnologica sostituisce la precedente, in genere si aggiunge creando un’ampia varietà di scelta su molta componentistica.

Nel tempo anche i freni a disco meccanici hanno subito la loro evoluzione e se sono ancora sul mercato in qualche modo hanno i loro vantaggi: come per ogni aspetto della Vita e, ancor di più, ogni tipologia di biciclette la scelta è personale. Ad esempio, non credo tornerò mai indietro, ma mai dire mai.


Questo è l’archivio de laciclistaignorante.it: tra queste pagine trovi gli articoli più rappresentativi scritti dal 2016 al 2023. Se tra quello che hai letto hai trovato le risposte e il valore che cercavi, offrimi un caffè. Ogni contribuito è destinato alla spese di gestione e mantenimento dell’archivio online.

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4 commenti su “Freni a disco meccanici o idraulici?”

  1. In effetti ho preso da poco una gravel decisamente entry level e monta dei freni a disco meccanici, quasi sicuramente per questione di costi.

  2. Sono passato da meccanici super entry level agli ibridi (Juin Tech). Associati a guaine compressionless e pastiglie sinterizzate non sfigurano affatto a confronto degli idraulici puri. Sono una soluzione interessante per non dover cambiare anche i comandi integrati freno/cambio.

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