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Come scegliere la formazione giusta

Dettaglio libri e rivisti che studio quasi quotidianamente.

Se togliamo la scuola dell’obbligo, le superiori, i corsi di ciclomeccanica frequentati prima di aprire l’attività a Genova e qualche corso online fatto di recente, tutto quello che so è frutto della mia formazione autodidatta.

Ho sempre pensato di essere troppo pignola e esigente per non riuscire mai a trovare il corso che corrispondesse alle mie necessità, poi ho capito che la formazione è classista e accedere a quella giusta non è solo un problema di scelta (e di questo aspetto ne ho parlato qui).

A dirla tutta sono stata anche discriminata per questa mia caratteristica, in fondo con tutti i corsi che ci sono al giorno d’oggi non ci sono scuse per non aver preso almeno una certificazione. Ho riportato quasi testualmente cose che mi sono state dette in passato e aggiungo che è una stupidaggine (solo perché non voglio scrivere parolacce).

È vero ci sono tantissimi corsi con annesse certificazioni, nella stragrande maggioranza dei casi non riconosciute e senza valore legale, mentre la ciclomeccanica non ha alcun riconoscimento cartaceo ma è una professione.

La formazione, soprattutto quella online su materie digitali, è una selva oscura scoppiata definitivamente durante la pandemia.

Sia chiaro non ho nulla contro il proliferare di nuovi corsi, però non amo la disinformazione e la confusione spesso volutamente creata con l’unica finalità di vendere.

A parte tutte le professioni regolate dalla legge per cui servono determinate caratteristiche e percorsi, vedasi la laurea in medicina se vuoi fare il medico, la formazione professionale per fare l’oss etc etc etc, se vuoi diventare ciclomeccanicə non ti serve alcuna certificazione né sei obbligatə a formarti presso terzi. L’unica cosa necessaria (soprattutto se vuoi lavorare) è dimostrare sul campo di saper aggiustare biciclette.

Sì, io ho fatto dei corsi, ma è stata una scelta personale ed a proposito di questo dico subito che sono la dimostrazione concreta che il prezzo della formazione non è direttamente proporzionale al suo valore e che quest’ultimo lo scoprirai solo ed esclusivamente quando metterai in pratica la materia che hai studiato.

Non dico che non sono serviti in assoluto perché all’epoca non sapevo nulla, ma alla luce dell’esperienza attuale posso affermare che sono corsi ancora oggi sovrastimati e superficiali.

Ecco una cosa da fare se vuoi frequentare un corso ma non sai come sceglierlo: leggere le recensioni, chiedere a chi l’ha frequentato, trovare chi l’ha frequentato.

Ok, sono tre cose ma fanno capo allo stesso aspetto, ossia informarsi a chi ha vissuto direttamente quel tipo di formazione.

(Se te lo stai chiedendo: no, all’epoca non l’ho fatto, non c’erano tante persone a cui chiedere ed era tutto nuovo soprattutto nel campo della formazione ciclomeccanica. Questo è il brutto di quando vuoi aprire una strada nuova: a volte bisogna solo buttarsi e rischiare per realizzare i propri obiettivi. Continua a leggere che poi parlo anche di questo.)

Torniamo al leggere, chiedere, trovare: bisogna sviluppare spirito critico.

Se le recensioni sono solo entusiaste, occhio che siano vere: fai attenzione al testo usato, se noti forme e parole che ricorrono troppo spesso, fatti venire il dubbio. Spirito critico appunto.

Nel chiedere a chi ha frequentato chiarisci fin da subito se ha un interesse diretto, tipo un link affiliazione o una percentuale. Non è detto che sia per forza di parte: ad esempio, se ha prodotto qualche contenuto in merito lo capisci subito perché avrà previsto di parlare sia dei pro che dei contro.

Trovare chi l’ha frequentato fa un po’ stalker mi rendo conto, ma basta anche solo sfruttare i propri social scrivendo un piccolo appello: conoscete chi ha frequentato ics corso, avrei bisogno di info. Questo perché non è detto che l’assenza di recensioni online o di testimonianze plateali siano un segno di corsi scadenti (ne sono un esempio, ma sono di parte, cerca chi ha frequentato i miei corsi).

Attuare questi passi ti aiuterà a chiarirti le idee su quale corso preferire e, se così non fosse, continua a cercare: seguire il proprio istinto non è mai un errore e farlo non vuol dire essere impulsivə, ma questa è un’altra storia (chissà se riconosci la citazione).

Sto per scrivere una delle frasi più abusate del marketing ma purtroppo molto vera: tutto dipende dai propri obiettivi.

Saronno. 30 aprile 2016. Qui ho capito che ero brava ad aggiustare biciclette.
Saronno. 30 aprile 2016. Primo corso in assoluto di ciclomeccanica.

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La formazione giusta è quella giusta in riferimento a quali obiettivi personali e professionali perseguiamo.

Non a caso all’inizio di questo articolo ho citato la formazione autodidatta, fin troppo spesso snobbata ma non per questo meno valida.

Personalmente credo si parta da un presupposto sbagliato: se studi da solə non ti confronti e non puoi capire se e quando sbagli. Ed è anche un po’ l’idea scolastica di formazione: studio, faccio i compiti e qualcunə (in teoria più espertə) me li corregge.

Studiare da solə non significa non confrontarsi e, al giorno d’oggi dove siamo letteralmente tuttз interconnessi, si possono sfruttare i propri social e, più in generale, le proprie reti sociali. Do atto che essere autodidattз non è facile e spesso chi sceglie questa strada lo fa più per indole che per motivi economici, ma ribadisco che studiare in autonomia non vuol dire essere isolatз e non cercare un confronto esterno.

Per quanto riguarda la questione compiti, più che di formazione credo si possa parlare di consulenza, anche se la linea è molto sottile e come detto dipende dai propri obiettivi. Se tra questi c’è la necessità di avere una guida esterna, va da sé che la formazione autodidatta non è quella giusta e in questo caso andrà esclusa a priori.

Gli argomenti non sono mai lineari anche se amiamo molto crederlo e ci piace ragionare per giusto e sbagliato, bianco e nero. Questo argomento non fa eccezione.

Non si può dire in assoluto che un corso in presenza è meglio di uno online, che un corso lungo è meglio di uno breve, dipende dalla materia, dall’indole personale, dalla propria disponibilità di tempo e risorse: è una scelta soggettiva e sottolineo questo aspetto perché corriamo sulle nostre ruote come piccolз criceti, perdendo tanto tempo a paragonarci alle altre persone e spesso non facciamo scelte ascoltando noi stessз ma solo in risposta a quello che crediamo il nostro ambiente si aspetti da noi.

Formarsi serve anche a questo: continuare a studiare ci aiuta a sviluppare una mente aperta, uno spirito critico, capacità di osservazione e, se è vero che non si può fare tutto da solз, è altrettanto vero che chi non smette mai di alimentare il proprio io curioso, sarà in grado di riconoscere il momento giusto e ricercare il confronto quando necessario.

Vedere la formazione come un qualcosa di obbligato, per avere il pezzo di carta (qualunque pezzo di carta) non è formazione, è mettere insieme nozioni che molto probabilmente, nella pratica, svolgeremmo in modo totalmente meccanico.

Prima citavo la pandemia: tantissime persone non hanno visto altri modi di fare e lavorare, finché non sono stati obbligate a farlo. Formarsi è anche questo: essere prontз al cambiamento, aprire la strada, non avere paura dell’ignoto.

La giusta formazione è quella che ci permette di vivere vite felici e soddisfatte, non quella che ci dà il pezzo di carta da appendere al muro.

L’ho scritto alla fine dell’articolo ma è il punto di partenza: che vita voglio? E come ci arrivo? Mi serve passare di qua o mi sto facendo trascinare?

Ultimo ma non ultimo: i soldi. Scegliere una formazione, di qualunque tipo, vuol dire investire denaro.

Se la strada è tracciata dalla legge, poco si può fare: la scuola pubblica non è gratis come pensiamo (libri, quaderni, zaini, etc…) come anche l’università, ma in quanto tale prevede degli aiuti (seppur con tutti i limiti esistenti). In rarissimi casi possono esserci bandi e borse di studio aziendali (l’ho detto rarissimi?!?), più in generale e indipendentemente dal proprio ruolo professionale, chi vuole studiare lo fa di tasca propria.

Ma non è mai solo una questione di soldi.

Il prezzo non deve diventare l’unico parametro su cui muoversi perché il rischio di buttarli all’aria, soprattutto se sono pochi, è altissimo. Il prezzo è una delle variabili in mezzo a: perché voglio fare questa formazione? Quanto tempo posso dedicare? Che obiettivi ho sul corso? È prevista un’assistenza post corso? È un corso strettamente teorico? Dove posso fare pratica? Voglio fermarmi qui finito il corso o è parte di un percorso più lungo?

Queste sono alcune delle domande che bisognerebbe porsi, perché non è mai solo questione di soldi, ma di vita, aspettative, desideri.

Apro una parentesi: la formazione esperienziale, ossia imparo direttamente facendo.

Personalmente credo che formazione teorica e pratica vadano di pari passo e che l’una senza altra non sia completa: solo teoria non sai fare, solo fare non massimizzi la teoria. A seconda della materia e dell’indole personale si può partire dalla teoria per andare alla pratica, ma è egualmente valido il processo inverso. Una formazione che possa dirsi giusta deve necessariamente lasciarti degli strumenti per mettere in pratica da subito ciò che si è appreso, altrimenti è mero gioco intellettuale (che può essere utile in altri contesti ma non può definirsi formazione).

Probabilmente stai leggendo questo articolo perché vorresti orientarti nella selva dei corsi di formazione ma ogni volta ne trovi uno, è il più bello, più performante, più completo, più qualunque cosa. Così tanto più che non credi più a nulla di quello che leggi e sei solo disorientatə.

Lascia perdere come chi vuole venderti il corso descrive il suo prodotto e concentrati solo sul tuo sentire, i tuoi bisogni, i tuoi obiettivi, ma soprattutto i tuoi sogni. Zittisci le voci intorno e ascolta solo la tua, sei l’unicə protagonista della tua storia non farla scrivere a qualcun’altrə, anche quando si tratta solo di scegliere un corso di formazione, potresti scoprire che non ti serve affatto o che ti serve tutt’altro.

Mentre scrivevo (e ri-scrivevo ancora e ancora) questo articolo mi è venuto in mente un libro bellissimo che ti consiglio se ti piace leggere: Creatività e pensiero laterale di Edward De Bono.


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